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Quando la nostra amministrazione si è insediata nel luglio 2017 la situazione relativa alle perequazioni nella zona CanestriniForcellini era piuttosto critica.

Nella zona est un piano era stato approvato ed era in attesa di essere convenzionato per costruire circa 25 mila metri cubi di nuova edificazione, in parte in corrispondenza di via Canestrini, in parte in adiacenza all’area del Parco Iris confinante con la Scuola Inglese. Sebbene in cambio della possibilità edificatoria vi sarebbe stato un allargamento della zona parco attuale, queste costruzioni si presentavano come una vera intrusione in una delle poche aree verdi rimaste in prossimità del centro storico di Padova.

In considerazione della poca coerenza tra questo progetto urbanistico e la tutela delle aree di pregio ambientale della città, l’amministrazione ha proposto ai privati proprietari delle aree una permuta tra i terreni a est del Parco Iris e altre aree già edificate di proprietà del Comune, in modo da salvaguardare interamente l’area verde, consentendo a coloro che avevano maturato un’aspettativa edificatoria di poterla realizzare altrove. A marzo, un accordo tra il comune e i privati proprietari ha fissato un tempo di sei mesi per concordare il trasferimento della cubatura e la cessione integrale delle aree al Comune per la estensione del Parco Iris fino ad un’area circa tre volte quella attuale, realizzando un parco urbano tra i più estesi d’Italia.

Sebbene i dettagli dell’operazione siano ancora in corso di definizione, questa soluzione consente di qualificare l’intera zona come area di valenza ambientale, qualificando tutte le attività presenti in una chiave di sostenibilità e di compatibilità con la conservazione dell’area verde.

Analogamente nella parte ovest del parco verso via Sografi, un’altra perequazione minacciava la costruzione di alcune migliaia di metri cubi di nuova edificazione, ancora in aderenza al Parco Iris, con una riduzione del cuneo verde disegnato dal Piano Urbanistico di Luigi Piccinato fin dal 1954. Anche su questo piano sono in corso trattative con i proprietari per ottenere il trasferimento della cubatura verso altre aree già edificate, in modo da estendere l’area del parco ulteriormente.

Un progetto ambizioso, ma importante per la città, sul quale la collaborazione dei privati sta mostrando come dalla condivisione si possano raggiungere obiettivi di grande portata per tutti.

Si apre poi un tema rilevante per la gestione di uno spazio così esteso, di cui il Comune da solo non può farsi carico. È l’occasione per attivare un processo di coinvolgimento di coloro che possono contribuire a rendere bello e vivo lo spazio verde, nucleo di una cultura dell’ambiente urbano che può rappresentare per Padova una dimensione nuova, di grande respiro.

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